Con profonda tristezza comunichiamo che questa notte ci ha lasciato il maestro Guido Dettoni della Grazia.

La sua scomparsa rappresenta una grande perdita per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, lavorare al suo fianco e condividere il suo universo creativo. Nel corso della sua carriera, Guido Dettoni della Grazia si è distinto non solo per il suo talento e la sua visione artistica, ma anche per la sua straordinaria umanità, la sua generosità e la sua capacità di ispirare tutte le persone che lo circondavano.

Il suo pensiero, la sua opera e l’impronta che ha lasciato in tanti progetti e in tante persone continueranno a vivere nel patrimonio che ci affida.

Desideriamo condividere questa notizia con tutti gli amici, i seguitori della sua opera e i collaboratori che negli anni hanno fatto parte del suo percorso professionale e umano.

Nei prossimi giorni condivideremo informazioni sugli eventuali momenti o spazi di commemorazione che verranno organizzati per onorarne la memoria.

La cerimonia funebre avrà luogo domenica 8 marzo, alle ore 13:00 presso il Tanatorio di Sant Gervasi, a Barcellona (Spagna)

SCULTURE

Qui di seguito una selezione limitata di sculture create da Guido Dettoni, quasi sempre senza vedere, a misura delle mani, quindi tattili per essere viste con esse e toccate con gli occhi, una volta aperti. Solo alcune sono state editate dalla Nesher Editions.

Le sculture di Guido Dettoni non sono opere uniche ma semi da far “germogliare” riproducendoli a scala uno a uno, ingranditi, o ridotti. Questi semi sono riprodotti in diversi materiali, come legno, bronzo, metalli preziosi, marmo, granito, cemento e ghiaia, poliammidi e altri.

L’ingrandimento rende spesso tangibile il concetto metafisico di essere contenuti da ciò che conteniamo; la riduzione li rende indossabili.
Inoltre, sono anche da considerarsi “volumi analogici”. Una volta fotografati e intervenuti dall’artista, possono essere trasmutati in immagini digitali. Se scannerizzati, possono essere trasmutati in volumi digitali e, sempre con l’intervento dell’artista, convertirsi in altri volumi analogici attraverso la stampa 3D, l’intaglio o la fusione e, così, riprodurli nuovamente.