Con profonda tristezza comunichiamo che questa notte ci ha lasciato il maestro Guido Dettoni della Grazia.

La sua scomparsa rappresenta una grande perdita per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, lavorare al suo fianco e condividere il suo universo creativo. Nel corso della sua carriera, Guido Dettoni della Grazia si è distinto non solo per il suo talento e la sua visione artistica, ma anche per la sua straordinaria umanità, la sua generosità e la sua capacità di ispirare tutte le persone che lo circondavano.

Il suo pensiero, la sua opera e l’impronta che ha lasciato in tanti progetti e in tante persone continueranno a vivere nel patrimonio che ci affida.

Desideriamo condividere questa notizia con tutti gli amici, i seguitori della sua opera e i collaboratori che negli anni hanno fatto parte del suo percorso professionale e umano.

Nei prossimi giorni condivideremo informazioni sugli eventuali momenti o spazi di commemorazione che verranno organizzati per onorarne la memoria.

La cerimonia funebre avrà luogo domenica 8 marzo, alle ore 13:00 presso il Tanatorio di Sant Gervasi, a Barcellona (Spagna)

VIAGGIO DELLE MANI

GuidoDettoni ha scolpito il Viaggio delle Mani senza interruzioni, alternando fasi di occhi chiusi e aperti.
Chiusi, per vedere le forme dell’itinerario tattile; aperti, per estrarre la materia in eccesso.

La scultura è laminata in fibra di vetro, colore bianco.
La struttura per l’assemblaggio (pavimento, due pendii e polena di prua) è in acciaio.

Lunghezza, 4 m / Larghezza massima, 1,20 m / Altezza massima dei lati, 1 m / Altezza della polena, 2 m

L’intenzione dell’autore nello scolpire il Viaggio delle Mani era quella di risvegliare la sensualità.

Itinerario tattile

Quest’opera di Guido Dettoni testimonia ancora una volta la sua scelta di offrire esperienze destinate a tutti, alle mani e ai sensi. L’opera è uno strumento per far vivere al destinatario la propria esperienza al di là delle parole.

Due lati su cui scorrono le mani delimitano l’itinerario a destra e a sinistra. Essi convergono verso un unico elemento – quasi una polena – dove le due mani si incontrano. Da prua ritornano verso poppa, l’ingresso diventa l’uscita.

Nel viaggio di ritorno, le mani vedono l’inverso del viaggio di andata.

Il pavimento del percorso cambia quota e rilievo; l’autore ha combinato queste alterazioni con la visione delle mani.