Con profonda tristezza comunichiamo che questa notte ci ha lasciato il maestro Guido Dettoni della Grazia.

La sua scomparsa rappresenta una grande perdita per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, lavorare al suo fianco e condividere il suo universo creativo. Nel corso della sua carriera, Guido Dettoni della Grazia si è distinto non solo per il suo talento e la sua visione artistica, ma anche per la sua straordinaria umanità, la sua generosità e la sua capacità di ispirare tutte le persone che lo circondavano.

Il suo pensiero, la sua opera e l’impronta che ha lasciato in tanti progetti e in tante persone continueranno a vivere nel patrimonio che ci affida.

Desideriamo condividere questa notizia con tutti gli amici, i seguitori della sua opera e i collaboratori che negli anni hanno fatto parte del suo percorso professionale e umano.

Nei prossimi giorni condivideremo informazioni sugli eventuali momenti o spazi di commemorazione che verranno organizzati per onorarne la memoria.

La cerimonia funebre avrà luogo domenica 8 marzo, alle ore 13:00 presso il Tanatorio di Sant Gervasi, a Barcellona (Spagna)

PARAULA FORMA

parola foma

Carles Duarte e Guido Dettoni si riunirono il 13 agosto 2016 presso il Museu de la Vida Rural di L’Espulga de Francolí, in Catalogna.

Un incontro tra parola e forma, Carles Duarte e Guido Dettoni, in simultanea reciprocità.

La parola diventa poesia guardando le mani che danno forma alla materia.

Cinque poesie, recitate, registrate e trascritte.

Nero

Fondono, le mani, il gesto.

La notte nella pelle:

l’origine e la fine,

fondendosi,

lacerando la terra.

Ogni frammento di vita

diventando

forma,

corpo,

silenzio.

Rosso

Apre la terra in fiamme.

Lamine di lava

che si bruciano.

Frutta che nasce

dal fuoco acceso dentro di noi.

Blù

Le dita stringono l’orizzonte.

Il cielo e il mare si fondono.

Il respiro della luce,

come un urlo,

come una voce,

risuona nell’infinito,

l’immenso spazio del vuoto

che riempiamo

con un ritmo lentissimo.

Giallo

La seta del gambo che si alza.

Il grano

nei campi estesi

sotto il giallo lenzuolo di luce

che il sole stende

come una pelle di pura chiarezza

che ci ubriaca.

Bianco

Tutti i colori in uno.

Tutte le forme in un gesto.

Tutti i cristalli

di trasparenza nuda

tra le mani.

Marmo che cresce e si prende

per essere una sola voce,

Il mondo che parla.

Le mani danno forma alla materia – con gli occhi chiusi – ascoltando le parole.

Cinque momenti consecutivi al ritmo dei colori della cera: nero, rosso, blu, giallo e bianco. Cinque forme indurite nell’acqua e convertite in quattro immagini digitali di ciascuna di esse che corrispondono ai loro diversi punti di vista.

Guido Dettoni genera la trasmutazione di queste immagini per rappresentare ogni poesia.

CREDITI

La performance è stata ospitata dal Museu de la Vida Rural – Fundació Carulla.

Video e fotografia: Victor Torija

Aiuti: Albert Carrera | Jordi Puig | Mercé Cócera | Eva Maria Siges