Con profonda tristezza comunichiamo che questa notte ci ha lasciato il maestro Guido Dettoni della Grazia.

La sua scomparsa rappresenta una grande perdita per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, lavorare al suo fianco e condividere il suo universo creativo. Nel corso della sua carriera, Guido Dettoni della Grazia si è distinto non solo per il suo talento e la sua visione artistica, ma anche per la sua straordinaria umanità, la sua generosità e la sua capacità di ispirare tutte le persone che lo circondavano.

Il suo pensiero, la sua opera e l’impronta che ha lasciato in tanti progetti e in tante persone continueranno a vivere nel patrimonio che ci affida.

Desideriamo condividere questa notizia con tutti gli amici, i seguitori della sua opera e i collaboratori che negli anni hanno fatto parte del suo percorso professionale e umano.

Nei prossimi giorni condivideremo informazioni sugli eventuali momenti o spazi di commemorazione che verranno organizzati per onorarne la memoria.

La cerimonia funebre avrà luogo domenica 8 marzo, alle ore 13:00 presso il Tanatorio di Sant Gervasi, a Barcellona (Spagna)

Guido Dettoni della Grazia -1946 Milano, Italia. Artista visuale e tattile.

Guido Dettoni della Grazia (Milano, 1946) è autore di arte tattile e visiva, di performance artistiche collettive ed esperienze sensoriali con attenzione all’arte sacra che dal 2000 è oggetto della sua mostra permanente ad Assisi presso la chiesa Santa Maria delle Rose.
“Vedere con le mani e toccare con gli occhi” è una rilevante caratteristica delle opere che realizza a misura delle mani, in cecità, con materia malleabile.

Ha praticato l’arte fin dall’infanzia avendo abitato in vari paesi d’Europa e Africa Occidentale. Ha esposto, installato opere e condotto esperienze artistiche collettive in Europa, Asia, Canada, Stati Uniti, Colombia e Australia. Le prime mostre sono degli anni 68/69, in Germania. Cronologia dal 1960 al 2024.

Dal 1999 sviluppa la complementarietà tra “reale” e “virtuale”, avvalendosi di strumenti digitali e di animazione 3D. Alcune sue sculture a misura delle mani, una volta ingrandite, ci contengono, cosicché “siamo contenuti da quello che conteniamo”. Una volta ridotte diventano anche portabili. Spesso sono un’esperienza multisensoriale, quando sono integrate al suono, alla fragranza e ad un elemento commestibile.

Negli anni settanta capì che il suo modo di “fare arte” poteva essere anche collettivo. Incominciò così a tenere laboratori che chiamò MANIMATERIA. Questo processo creativo ha trovato varie implementazioni: in ambito artistico (Europa, Africa Occidentale, Singapore, Nord e Sud America), nel campo della disabilità con persone sordocieche (Catalogna, USA e Canada) e in quelli della didattica e della terapia (Catalogna e Baleari).

Spesso TRASMUTA le forme create durante un laboratorio, per generare la propria opera relativa al tema che ha ispirato i partecipanti.

“Le mani sono l’una specchio dell’altra; due metà che formano l’unità, il cervello, fonte della parola. Mani-cervello-parola. Con le mani manifestiamo i nostri sentimenti e le nostre emozioni e possiamo plasmare dentro di noi la realtà che ci circonda, anche perché la stiamo toccando e, allo stesso tempo, ne siamo toccati.” (Guido Dettoni – Riflessioni sull’arte)